innovagora

apr 2019


(askanews) – Si chiama InnovAgorà e sarà la nuova “Piazza dei brevetti e dell’innovazione della ricerca italiana”, un evento per far conoscere e valorizzare brevetti e tecnologie nati nel mondo della ricerca pubblica su cui il Ministero dell’Istruzione e dell’Università e il Cnr puntano molto per colmare un ritardo storico italiano, cioè la scarsa capacità di trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca e la società.

Ne parla Giuseppe Valditara, Capo dipartimento Università e ricerca del Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca: “L’Italia ha una ricerca scientifica di assoluta eccellenza, abbiamo una grande quantità di brevetti di grande valore, e tuttavia per quanto riguarda la capacità di trasferimento tecnologico sino ad oggi il nostro Paese è stato assai carente. Cito soltanto un dato: la sola università di Leuven, in Belgio, ha un ritorno economico per quanto riguarda i brevetti di 70 milioni di euro. La revenue di tutto il sistema universitario italiano è di un milione e 900mila euro. L’Università di Leuven sostiene un’intera economia territoriale. Noi vogliamo che valorizzando al massimo la capacità di trasferimento tecnologico della nostra ricerca si possa dare un contributo importante alla crescita del nostro Paese”.

Per tre giorni, dal 6 all’8 maggio, Milano diventa così capitale dell’innovazione con un un programma denso di appuntamenti e laboratori tematici con investitori e imprenditori, per favorire l’ingresso di capitali privati e fare in modo che le nuove tecnologie arrivino ai cittadini, siano applicate e ed effettivamente utilizzate.

L’evento, promosso dal Miur, è organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche insieme al Museo nazionale della scienza e della tecnologia e realizzato assieme al Corriere della Sera: protagoniste saranno 171 innovazioni messe a punto da ricercatori provenienti da 48 Università italiane e 13 enti di ricerca.

Milano, che punta ad ospitare il Tribunale unificato dei Brevetti, è la città italiana scelta per questa iniziativa. Ne spiega i motivi Massimo Inguscio, presidente del Cnr: “Il ministero ha giustamente pensato di partire proprio qui dalla Lombardia e da Milano in particolare. Perché valorizzare i brevetti significa mettere in contatto i ricercatori con il mondo industriale. In questo la Lombardia è ricchissima e qui si parte più in maniera più facile”.

Un modo anche per attirare ricercatori dall’estero e frenare la fuga dei cervelli italiani: “Noi siamo pieni di nostri ricercatori, ad Harvard, o a San Francisco o in altri posti, che hanno fatto partire startup e sono entrati in contatto con il mondo dell’industria. Forse il messaggio da dare è che si dovrebbe fare e si farà anche in Italia”, ha concluso Inguscio.

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