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mag 2018

Eni e Cnr insieme nella ricerca e innovazione per rispondere alle sfide globali. Il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Massimo Inguscio, e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato un ‘Memorandum of Understanding’ (Mou) per lo sviluppo di ricerche congiunte in quattro aree di alto interesse scientifico e strategico: fusione nucleare, acqua, agricoltura e l’ecosistema artico.

Le sedi dei centri di ricerca saranno tutte localizzate nel sud Italia, presso centri operativi o di ricerca già esistenti: Gela per lo sviluppo di tecnologie da impiegare nella produzione di energia pulita, Lecce per le ricerche sull’Artico, Metaponto per l’acqua e Pozzuoli per l’agricoltura.

“Eni da tempo si sta impegnando a sostenere la ricerca scientifica per la realizzazione di soluzioni concrete e scientificamente solide, che ci consentano di diversificare il nostro mix energetico verso fonti sempre più sostenibili”, ha dichiarato Claudio Descalzi. “La collaborazione con un prestigioso centro di ricerche come il Cnr, ci consentirà di approfondire anche tematiche che, seppur non direttamente legate al mondo dell’energia, hanno ricadute immediate sia sull’ecosistema sia sulla società”.

“Cnr ed Eni si propongono di accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie che possano affrontare le sfide globali quali il nesso energia-acqua-cibo-ambiente con una soluzione sempre più efficiente, pulita e a basso water footprint”, ha concluso Massimo Inguscio. “L’accordo appena siglato è molto importante perché realizza la strategia fondamentale per il progresso che vede la ricerca al servizio dell’Industria e dello sviluppo economico”.

Il Mou prevede la costituzione di un gruppo di lavoro misto per definire le modalità operative dei centri e i progetti da avviare nei prossimi cinque anni con un impegno economico complessivo di oltre 20 milioni di euro.

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