antartide

dic 2015


L’ Antartide è il quinto per superficie dei sette continenti. Ha una superficie di 12,1 milioni di chilometri quadrati (circa una volta e mezzo quella degli Stati Uniti e 45 volte quella dell’Italia). Le piattaforme galleggianti occupano una superficie di 1,7 chilometri quadrati. In inverno, intorno all’Antartide si forma un’estesa fascia di ghiaccio marino che può raggiungere anche i 20 milioni di chilometri quadrati. Oltre il 98% dell’Antartide è ricoperto di ghiaccio che rappresenta circa l’80% di acqua dolce del mondo. A causa della spessa copertura di ghiaccio, l’Antartide è il più elevato di tutti i continenti, con un’altitudine media di circa 2.500 m. L’Antartide è il luogo più freddo della Terra, caratterizzato da bassissime temperature durante tutto l’anno. Nell’Agosto 2010 è stata rilevata da satellite sul plateau antartico la temperatura più bassa, pari a meno 93,2 gradi centigradi.
L’Antartide è quindi un luogo unico per ricostruire la storia climatica del Pianeta attraverso lo studio dei ghiacci continentali e dei sedimenti che si sono accumulati al margine del continente. L’attività di ricerca in Antartide è svolta nell’ambito di impegnativi programmi internazionali. I risultati delle ricerche svolte in questo trentennio dal PNRA (Programma Nazionale di Ricerca in Antartide) hanno permesso di ottenere risultati importanti per lo studio dei cambiamenti climatici. Nel quadro del PNRA, il CNR cura tra l’altro il coordinamento scientifico ed è presente presso le stazioni Mario Zucchelli l’italo-francese Dome C-Concordia dalla quale giungono gli auguri di questi colleghi: Angelo Domesi, CNR-DTA, technical manager; David Biondi, INAF ed Enrico Simeoli, CNR, del progetto Super Darn, una rete di 35 radar utilizzati per studiare problematiche atmosferiche come esposizioni alle radiazioni ad altissima quota e interruzioni nelle reti di comunicazione; Vito Stanzione, CNR-ISAFOM, dei progetti Maisars e Pre-rec che studiano la struttura superficiale della calotta mediante microonde e i fenomeni di precipitazione e accumulo della neve; Simonetta Montaguti, CNR-ISAC, lavora all’osservatorio BSRN che permette di misurare la radiazione solare per studiare il cambiamento climatico.

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