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ago 2015

Expo – L’evento Food Print affronta il tema del costo ambientale della produzione e del consumo del cibo, con specifico riferimento ai processi produttivi e ai prodotti alimentari di origine zootecnica.  I contadini bovari di Ottana mettono in scena una rappresentazione grottesca e autoironica della propria situazione di padroni e, nel contempo, di schiavi degli animali per il fatto di doverli faticosamente accudire a prescindere da qualsiasi data o avvenimento. L’origine di questa cerimonia risale ai riti propiziatori delle antiche civiltà del Mediterraneo. La teoria oggi più accreditata per la spiegazione del carnevale di Ottana è, infatti, quella di un rito in onore del dio Dioniso, che ogni anno rinasce a primavera, risvegliando la terra e la vegetazione, e la cui propiziazione era indispensabile per ottenere piogge e raccolti abbondanti.
La rappresentazione dei Boes e Merdules mette così in scena il rapporto tra uomo e natura, tra uomo e animali, tra bene e male e tra dionisiaco e razionale, evidenziando, in ogni momento della sfilata, le strette relazioni tra i due, apparentemente opporsti, poli.                                                                                                                                                                                           Per quanto distante dai riti propiziatori dei nostri antenati, anche l’evento Food Print si interroga, con una prospettiva post-moderna, sul nostro rapporto con gli animali e la natura, discutendo sulle ripercussioni che le nostre abitudini hanno sul sistema naturale locale e globale in cui viviamo.

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