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dic 2018

I cambiamenti climatici in corso che interessano i ghiacciai di tutto il mondo, in particolare quelli alpini, stanno rapidamente accelerando ed interessano ora anche i depositi di ghiaccio sotterraneo di alta quota, per loro natura più resilienti agli effetti del climate change. Per questo motivo è importante salvare il più alto numero di informazioni possibile dal ghiaccio prima che tutto, o gran parte di esso, fonda e sia inesorabilmente perso.

Il progetto  ‘C3-Cave’s Cryosphere and Climate’, sotto la guida scientifica dell’Istituto delle scienze marine del Cnr di Trieste (Cnr-Ismar) e promosso dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan, società speleologica più antica al mondo, ha come obiettivo  lo studio di questi ambienti glaciali sotterranei di alta quota che così tanto hanno ancora da raccontarci dal punto di vista scientifico, ma che non concedono molto tempo per farlo a causa del riscaldamento globale in atto.

“I depositi di ghiaccio in grotta rappresentano casi studio molto particolari ed importanti perché racchiudono tantissime informazioni sul clima, il paleoclima e l’ecologia di questi ambienti per loro natura più conservativi rispetto all’ambiente esterno”, spiega Renato Colucci, ricercatore Cnr-Ismar.

Le immagini del video si riferiscono alla spedizione effettauta da un team internazionale di ricercatori che ha raggiunto una grotta a 2300 m di quota nelle Alpi orientali (massiccio del Monte Canin-Kanin) per raccogliere campioni di ghiaccio ed effettuare analisi ed osservazioni.

Oltre al Cnr-Ismar ed altre istituzioni italiane, al progetto partecipano Istituti di ricerca e Università della Germania, Svizzera, Austria e  Slovenia.

Per saperne di più: www.c3project.net

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