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giu 2016

Didattica e ricerca sono le prime due missioni che le università sono chiamate a svolgere a cui se ne affianca una terza che riguarda l’interazione diretta con la società, ad esempio con il trasferimento tecnologico. Di questo si è parlato al convegno “Terza Missione e Trasferimento Tecnologico: il ruolo del Cnr e dell’Università”, organizzato dall’Ente di ricerca e dal secondo ateneo romano, ospitato nella Sala convegni della Macroarea di Ingegneria di Tor Vergata.

Trasferimento tecnologico che riveste molta importanza per il Consiglio nazionale delle ricerche, come spiega il presidente Massimo Inguscio: “Il trasferimento tecnologico è una cosa molto importante che il Cnr realizza in sinergia con le università e il mondo industriale e che è il modo per produrre ricchezza partendo però sempre dalla ricerca di base che è fondamentale. E’ molto importante che il Cnr riesca a coprire tutta questa filiera che parte dalla ricerca di base di eccellenza. Tant’è che il nostro Ente è riuscito a bandire posti per giovani ricercatori con criteri di eccellenza, multidisciplinari usando le ultime disponibilità dateci dal Piano nazionale della ricerca”. Il Cda del Cnr ha infatti deliberato i criteri dei concorsi per l’assunzione entro l’anno di 82 ricercatori eccellenti in 24 aree, in linea con la multidisciplinarietà che caratterizza l’Ente.

Sull’importanza del trasferimento della conoscenza dalle aule universitarie alla società ha insistito il Rettore  dell’università di Roma Tor Vergata e vicepresidente del CRUI Giuseppe Novelli: “Le università da molto tempo sono collegate allo sviluppo economico, industriale e scientifico di tutti i Paesi. La nostra missione tradizionale è di formare ed educare, quindi didattica e ricerca. Negli ultimi anni abbiamo capito che questa è diventata la società della conoscenza. La conoscenza si sviluppa nelle università e nei centri di ricerca. Bisogna far capire agli stakeholder, ai governi, ai politici che una società senza conoscenza non va da nessuna parte. Il mondo di oggi ha bisogno di una intelligenza collettiva. Noi vogliamo far emergere tutto questo attraverso programmi, progetti che abbiamo chiamato di ‘Terza Missione’, cioè di apertura delle università alle imprese, all’industria, alle società di servizi, ai beni culturali, a tutto ciò che serve a fare business nel senso positivo del termine”.

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