Immagine

dic 2016

L’Aula Marconi del Cnr ha ospitato il premio Ugo Fano 2016 per le scienze dei materiali, per la fotonica e per le scienze della vita, organizzato da Ricmass – Rome international center for materials science, superstripes, in collaborazione con l’Istituto di cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche e altri centri di ricerca nazionali e internazionali.

La medaglia d’oro Ugo Fano 2016, consegnata dal presidente del Cnr Massimo Inguscio, da Antonio Bianconi, direttore del Ricmass, e da Giorgio Benedek, docente di fisica presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, è andata al fisico inglese John Pendry per la sua teoria dei metamateriali con costante dielettrica negativa e per aver posto, sviluppando le idee della relatività generale di Einstein, le basi della ‘transformation optics’.

Il premio Ugo Fano intende onorare il ricordo uno dei ragazzi di Via Panisperna, insieme ad Enrico Fermi certamente uno dei più grandi fisici del novecento. Emigrato finalmente negli Usa a seguito delle leggi razziali, Fano decide però di non lavorare per il progetto Manhattan e orienta le sue ricerca in biofisica, in particolare sugli effetti delle radiazioni sui sistemi biologici ‘radiological physics’, ‘radiation biology’, nella fisica quantistica e nella spettroscopia atomica e molecolare.Ancora oggi i suoi risultati restano di grande attualità nella letteratura scientifica del XXI secolo, facendo di lui oggi uno tra i più citati tra gli allievi di Enrico Fermi. Ma Fano fu anche un instancabile divulgatore di conoscenza, come ricorda Antonio Bianconi segnalando anche il coinvolgimento in questa iniziativa di tanti ragazzi provienienti dai licei del Lazio:”Per me Ugo Fano è stato un grande maestro, da qui la decisione di promuovere questo premio per grandissimi scienziati che portano nella scienza la passione per la conoscenza, concetto caro allo stesso Fano, persona eccezionalmente interessata alla cultura, sempre sorridente, pronto allo scherzo ma sempre profondissimo, ed il suo lavoro oggi è tra i più citati tra i grandi scienziati del mondo”.

Divulgazione e ricerca che vanno in simbiosi anche per John Pendry, il premiato 2016, nella direzione indicata da Ugo Fano nella sua straordinaria traiettoria scientifica. Ed i metamateriali rappresentano proprio quella frontiera a cavallo tra scienza e immaginazione capace di coinvolgere ancora di più le giovani generazioni. Come spiega direttamente Pendry con esempi anche cinematografici:”Penso che i metamateriali possono aiutare bene i giovani a comprendere la scienza, perchè consentono di realizzare cose incredibili, come ad esempio un tessuto invisibile, e i giovani sono molto interessati da questi argomenti basti pensare ad Harry Potter. In questa maniera ci sono tante storie che si possono raccontare ai ragazzi, e facendo questo si può parlare loro tanto di scienza”.

Leave a Reply

  • (will not be published)