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ott 2015

Compito per le vacanze: traccia in alcune righe il ritratto di una persona speciale. “Cristina è la migliore amica di mia madre, come lavoro fa la scienziata. Lei si alza dal letto a mezzogiorno, lascia la casa sottosopra, va al lavoro all’una di pomeriggio e ritorna a mezzanotte”.
Cristina Africh lavora all’Istituto officina dei materiali del Cnr, con sede a Trieste, “qui si studiano i materiali in un ambiente molto stimolante”, in una città che vanta il più alto numero di ricercatori ogni mille abitanti.
Diversi i materiali indagati, da quelli di interesse biologico, a quelli utili nella costruzione di dispositivi elettronici o per l’applicazione in campo energetico, fino al grafene, allo studio del quale la ricercatrice si dedica attualmente: “In questo laboratorio analizziamo in dettaglio come è fatto e ne studiamo le proprietà fisiche e chimiche”.
Ma il tempo in laboratorio è solo una parte del lavoro “oggigiorno un ricercatore deve occuparsi sempre più degli aspetti gestionali, i fondi ministeriali per la ricerca sono sempre di meno ed è fondamentale presentare progetti a livello europeo per procurarsi le risorse necessarie”. Questa doppia responsabilità richiede tempo ed energia, “per fortuna ci sono i giovani a darci una mano in laboratorio”, altra faccia del lavoro è la formazione di laureandi e dottorandi. Che si lavori dalle 12 alle 24 non stupisce, e forse, nella descrizione di una persona speciale, la bimba ha un po’ esagerato con gli orari ma, come osserva Cristina, “penso che questi miei ritmi devono averla colpita!”

 

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