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ott 2015

EXPO – ‘La grande bellezza del paesaggio italiano. Oltre il dissesto ambientale, la cementificazione e il consumo di suolo’. E’ stato il tema dell’incontro, organizzato dal Cnr presso il Padiglione Italia.

“Non esiste una scienza del paesaggio perché per affrontare questa problematica sono necessarie competenze diverse e non una sola”, afferma Silvia Fineschi, ricercatrice Ipsp-Cnr. “Il paesaggio italiano è molto fragile perché sottoposto a una pressione antropica molto forte e che sta sempre più insistendo sui centri abitati”.

“Il paesaggio dei nostri centri urbani spesso è un paesaggio da tutelare, perché è un paesaggio storico, perché deriva molto spesso da parchi e giardini realizzati nei secoli scorsi”, spiega Alberto Giuntoli, Studio Bellesi e Giuntoli. “Riuscire a tutelare il verde storico è un primo passo per rendere le nostre città più resilienti, più elastiche verso i cambiamenti climatici che altrimenti rischiano di alterare profondamente gli ecosistemi urbani”.

“Il paesaggio italiano costituisce di per sé un’opera d’arte e di cultura, per come si è venuto costruendo e formando nel corso dei secoli”, osserva Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretaria al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. “Ma paradossalmente proprio oggi crescono i pericoli e le minacce alla sua integrità per la pressione a sfruttare nel brevissimo tempo, in modo insensato e irrecuperabile, la sua stessa consistenza”.

“C’è una coscienza diffusa più ampia sul tema del paesaggio, ma non è abbastanza”, dice Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretaria al Ministero dei beni e delle  attività culturali e del  turismo. “E’ vero , c’è sempre una correlazione tra distruzione del paesaggio e tasso di civiltà, ma è altrettanto vero che una volta che noi abbiamo distrutto il nostro paesaggio, è distrutto per sempre. E parliamo di un patrimonio collettivo, mio come di ciascuno dei 59 milioni di italiani”.

Durante l’evento è stato consegnato il premio ‘Roberto Mancini’ istituito dal Cnr e dedicato alla memoria del vice-commissario di Polizia scomparso nel 2014, il primo a svolgere indagini sui traffici  illeciti di rifiuti tossici nella cosiddetta Terra dei fuochi, ‘vittima del dovere’ e insignito della medaglia d’argento al merito.  La vincitrice  è risultata Nadia Lombardi dell’Istituto per la protezione sostenibile delle  piante (Ipsp-Cnr) di Napoli con una ricerca dal titolo ‘Trichoderma spp.  alleviate phytotoxicity in lattuce plants irrigated with arsenic-contaminated  water’.

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