Immagine

mar 2020

Nonostante i progressi significativi registrati negli ultimi decenni, oggi nessun paese può affermare di aver raggiunto l’uguaglianza di genere; le donne  continuano ad essere sottovalutate, lavorano di più, sono pagate meno e più difficile per loro è la ‘scalata’ ai posti di comando. Anche in ambito scientifico la situazione non è delle migliori;  l’Onu, l’organizzazione delle Nazioni Unite, sottolinea che solo il 30% delle donne iscritte all’università sceglie percorsi di studi legati alle discipline scientifiche, le cosidette Stem, acronimo inglese che sta per scienze tecnologia ingegneria e matematica.

Per testimoniare l’impegno, l’ingegno e la passione delle ricercatrici, l’area della ricerca del Cnr di Montelibretti ha organizzato, in occasione della quarta Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza, una mattinata di discussione e sensibilizzazione al tema che si è svolta  attraverso il racconto dei successi e delle conquiste ottenute dalle donne ricercatrici.

Nel corso del dibattito sono state anche proposte delle azioni a sostegno delle donne nel mondo della ricerca. “In Italia ci sono pochissime borse di studio o finanziamenti diretti esclusivamente alle donne, come succede in molte nazioni”, dice Ilaria Mazzini, ricercatrice dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr e organizzatrice dell’evento ‘DiscovHER: donne che fanno scienza’. “Sappiamo tutti che le donne ricercatici sono anche mamme e quindi hanno delle difficoltà oggettive, che richiedono tempi diversi anche nell’organizzazione del lavoro; poter accedere a dei fondi ad hoc sarebbe un importante sostegno per tutte le donne che vogliano ricominciare a fare ricerca”.

Leave a Reply

  • (will not be published)