60 anni Trattati 10 anni Erc

apr 2017

(askanews) – Se la ricerca ha assunto un ruolo di primaria importanza nella creazione di un’Europa unita, l’Unione europea, dal canto suo, ha consentito negli ultimi 60 anni lo sviluppo di una ricerca di eccellenza a matrice europea. Nasce da questa convinzione la scelta del Cnr di celebrare contestualmente i 60 anni dei Trattati di Roma e i 10 anni di attività dell’European Research Council con un evento che ha visto, tra gli altri, gli interventi del presidente del Cnr Massimo Inguscio, di Carlos Moedas, Commissario europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione, di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, del ministro dell’Istruzione, università e ricerca Valeria Fedeli e di Jean Pierre Bourguignon, presidente Erc.

Ricerca ed Europa, un binomio riuscito come ha sottolineato il presidente del Cnr Inguscio: “Nel mondo scientifico, nella ricerca si è abbondantemente realizzato il sogno europeo di 60 anni fa; ma celebriamo anche i 10 anni dell’avventura dell’European Research Council che si dedica ai finanziamenti delle idee, anche del singolo ricercatore, che portino a nuove scoperte”. Finanziamenti di cui, ha sottolineato Inguscio, ha beneficiato in misura consistente anche il Cnr che risulta avere il più grande numero di vincitori di Grants dell’Erc.

Ricerca ed Europa, un binomio riuscito come ha sottolineato il presidente del Cnr Inguscio: “Nel mondo scientifico, nella ricerca si è ampiamente realizzato il sogno europeo di 60 anni fa; un successo che celebriamo anche per i 10 anni dell’avventura dell’European Research Council che si dedica ai finanziamenti delle idee, anche del singolo ricercatore, per arrivare a nuove scoperte”. Finanziamenti di cui, ha sottolineato Inguscio, ha beneficiato in misura consistente anche il Cnr che risulta avere il più grande numero di vincitori di Grants dell’Erc.

Un successo, quello dell’Erc, che ha varcato i confini dell’Europa, come ha sottolineato il suo presidente Jean Pierre Bourguignon: “L’European Research Council è un programma dell’Ue di grande successo, che in 10 anni è diventato un riferimento nel mondo per la qualità delle selezioni. La sfida che abbiamo davanti è innalzare ancora di più questo livello”. Puntare sulla ricerca, ha osservato il presidente del Parlamento europeo Tajani, vuol dire investire per rendere l’Europa sempre più competitiva nella sfida globale, destinando al settore risorse importanti: “Horizon 2020 nel programma finanziario 2014-2020 ha messo 77 miliardi di euro in innovazione e ricerca, più del passato”. Risorse che  non vanno considerate una spesa, ma un investimento: “E’ investimento tutto quello che noi facciamo per crescere, per migliorare, per essere più competitivi, per combattere contro il cambiamento climatico, per far vivere meglio i nostri concittadini, per combattere la povertà nel mondo”. Pensate quanto si può fare grazie ai satelliti, che sono frutto della ricerca. Non è soltanto una questione di benessere ma anche di aiuto agli altri”, ha concluso Tajani, ” Quando si parla di diplomazia scientifica significa poter competere ma anche poter aiutare gli altri”.

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