Grafene, il supermateriale che potrebbe rivoluzionare il mondo

mar 2017

Promette di cambiare il nostro futuro grazie alle sue eccezionali proprietà.

E’ il grafene, protagonista del quarto appuntamento del ciclo ‘La scienza e noi’ organizzato da BrainForum per spiegare al grande pubblico l’impatto sul nostro quotidiano delle più avanzate ricerche scientifiche e tecnologiche. A raccontare alla platea del Piccolo Eliseo di Roma le meraviglie del ‘wonder material’ Vincenzo Palermo, responsabile delle attività sui materiali avanzati dell’Isof Cnr di Bologna. “Il grafene è un materiale sottilissimo, è un fogliettino di atomi di carbonio spesso un solo atomo, quindi è il materiale più sottile che c’è, più sottile di un atomo è impossibile. E’ stato scoperto abbastanza recentemente, poco più di 10 anni fa, e da allora ha suscitato un interesse enorme perché ha delle proprietà uniche. Meccanicamente è più robusto e resistente dell’acciaio, conduce cariche elettriche molto bene, è impermeabile ai gas”.

L’interesse scientifico e industriale per il grafene è enorme, proprio per le sue possibili applicazioni. Alcune già tradotte in prodotti sul mercato (il primato spetta alle racchette da tennis) altre di là da venire.”Grazie alle sue proprietà davvero uniche – spiega Palermo – il grafene può avere una molteplicità di applicazioni: per la meccanica, per l’elettronica, per le batterie ad esempio. La sfida che noi scienziati stiamo affrontando, anche a livello europeo, è trasferire le proprietà del grafene, uniche ed eccezionali ma che sono così buone solo a livello nanoscopico, in materiali reali. Quindi passare dal livello nanoscopico a quello macroscopico. Creare materiali compositi a base di grafene che possano permettere di avere aerei superleggeri e superresistenti, nuovi tipi di parti di automobili, batterie che durino di più, sensori ipersensibili per applicazioni biomedicali ad esempio”. Per trasformare la scienza in tecnologia ci vogliono tempo, denaro e gli sforzi congiunti delle menti migliori. Proprio partendo da questa consapevolezza la Comunità europea ha dato vita a Graphene Flagship, progetto da 1 miliardo di euro di finanziamenti della durata di 10 anni, che riunisce 140 istituti di 23 Paesi, tra cui l’Italia e di cui Vincenzo Palermo è uno dei fondatori. “Lo scopo di questo progetto è trasformare il grafene da una scoperta scientifica rivoluzionaria, quale è, a una nuova tecnologia che aiuti le industrie europee”.

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