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ago 2019

Uno studio sui cebi barbuti (Sapajus libidinosus), condotto dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr (Cnr-Istc), in collaborazione con l’Università di San Paolo (Br) e l’Università della Georgia (Usa), mostra che queste scimmie arboricole impiegano abilità manuale, tempo e ingegno per estrarre queste radici ricche di sostanze nutritive, avendo cura di pulirle dalla terra e di rimuoverne la scorza prima di mangiarle.
“Nell’ambito del progetto internazionale ‘EthoCebus’, è stata effettuata una ricerca sistematica sul comportamento adottato da questi primati per estrarre dal terreno i rizotuberi e sfruttarne le sostanze nutritive”, spiega Valentina Truppa del Cnr-Istc. “Per tre mesi abbiamo seguito, nei loro spostamenti, un gruppo di cebi di Fazenda Boa Vista, in Brasile, a pochi metri di distanza, filmandone le azioni.  Abbiamo documentato che i cebi scavano a lungo, anche per una decina di minuti, e che per loro è un grande sforzo estrarre una radice visto che le loro mani, come le nostre, non hanno artigli robusti adatti a fare buche. Quando buona parte della radice è dissotterrata, l’afferrano con la bocca e, puntando le quattro zampe a terra, tirano vigorosamente il corpo all’indietro”.Una volta trasportato il ‘bottino’ al sicuro sugli alberi, inizia un’accurata rimozione del terriccio, rotolando e strofinando la radice tra le mani e contro la corteccia. “E’ chiaro che i cebi vogliono evitare di introdurre terra in bocca”, prosegue Truppa. “Questo comportamento adattativo ha almeno due buone ragioni: evita l’usura dei denti e previene l’ingestione di parassiti intestinali”.

Il fatto che i cebi siano disposti ad impegnarsi così tanto per ottenere rizotuberi è facilmente spiegabile alla luce di un altro studio del progetto EthoCebus. “Una ricerca, condotta da Peternelli-Dos-Santos dell’Università di San Paolo, ha dimostrato che, quando mangiano, i cebi di Fazenda Boa Vista tendono a raggiungere uno specifico bilancio tra energia proteica e non proteica più che a massimizzare l’apporto di energia. In quest’ottica, è sicuramente vantaggioso investire tempo ed energia per ottenere rizotuberi, ottima fonte di carboidrati non strutturali, come l’amido”, commenta Visalberghi del Cnr-Istc.
Da sempre gli abitanti di Fazenda Boa Vista chiamano queste radici ‘raiz de macaco’, radice della scimmia. Risorse di questo tipo sono tutt’oggi fondamentali per la sopravvivenza di alcune popolazioni umane e in passato lo sono state durante il processo che ha portato all’evoluzione del genere Homo. “Al successo di Homo hanno sicuramente contribuito l’abilità manuale nell’eseguire una grande varietà di azioni e la persistenza nel perseguire l’obiettivo desiderato”, conclude Visalberghi. “Lo stretto legame fra un uso abile e flessibile delle mani – anche in coordinazione con altre parti del corpo e con superfici esterne – e la capacità di rimanere a lungo impegnati per estrarre risorse alimentari da matrici resistenti, emerso nei cebi, dimostra che queste capacità hanno lontane origini evolutive nei primati”.

 

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