cristo abissi

set 2014

Il Cristo degli Abissi è una splendida statua bronzea realizzata dallo scultore Guido Galletti, posta  nel 1954 sul fondale della baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino, a 15 metri di profondità all’interno dell’area marina protetta di Portofino, a ricordo dei morti in mare e di quanti gli hanno dedicato la propria esistenza. La posa del Cristo degli abissi è stata fortemente voluta da una leggendaria figura della subacquea italiana, Duilio Marcante, che volle collocare una statua raffigurante Gesù a seguito della morte dell’amico Dario Gonzatti, avvenuta durante un’immersione qualche anno prima. Per ottenere il bronzo della statua, alta circa 2,50 metri, vennero fuse medaglie, elementi navali (perfino eliche di sommergibili americani donati dall’U.S. Navy) e campane.
Purtroppo come tutti gli oggetti metallici immersi in mare, anche la statua di bronzo, è soggetta al fenomeno del biofouling (termine tecnico per indicare l’incrostazione biologica) che con il passare del tempo è in grado di creare problemi di biodeterioramento e di corrosione biologicamente influenzata, potenzialmente dannosi per il metallo.
Dopo un anno dall’ultimo intervento di pulizia da biofouling, la statua è nuovamente ricoperta da diverse specie di organismi marini e a stento se ne riescono ad apprezzare i dettagli.
Ogni anno, infatti, il Cristo va pulito, gli operatori subacquei si alternano nella pulizia della statua mediante una speciale tecnica ad idrogetto che consente di rimuovere una grande percentuale di organismi incrostanti senza deteriorare meccanicamente la superficie del bronzo. Ma la manutenzione annuale deve essere solo una fase dell’azione di tutela del monumento, è importante ipotizzare uno studio dedicato all’ottimizzazione del sistema di pulizia monitorando la tipologia di insediamento degli organismi che ricoprono la superficie della statua.
Marco Faimali ha partecipato, come esperto dell’Istituto di scienze marine per i problemi di biofouling e biocorrosione, all’intervento di controllo del biodeterioramento del Cristo degli Abissi.

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