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feb 2014

Riprendono  a breve le attività scientifiche in Artide presso la base Dirigibile Italia, gestita da oltre 16 anni dal Cnr e dove ricercatori e tecnici dell’Ente saranno impegnati fino al prossimo autunno, gomito a gomito con altri colleghi italiani ed europei. Diversi i settori di ricerca che ci vedranno coinvolti: dagli studi del ‘permafrost’ ai carotaggi sui sedimenti marini, dall’osservazione degli effetti del rumore marino sui grandi mammiferi alle strategie adattive degli organismi marini. Molte delle attività saranno comunque concentrate sullo studio dell’andamento del clima e delle sue possibili modifiche.

“La ricerca in Artico è di estremo interesse per comprendere cosa stia accadendo al clima in queste zone dove abbiamo riscontrato un’accelerazione dell’aumento di temperatura cui corrisponde un’accelerazione dello scioglimento dei ghiacci. Tale scioglimento può avere conseguenze sul clima del pianeta, modificando la circolazione globale dell’atmosfera e le correnti termoaline dei mari. Per esempio, l’ultimo fenomeno verificatosi in Nord America, con temperature polari fino a 50 gradi sotto zero, sono un indice sostanziale delle anomalie nel vortice polare che si separa e tende a invadere zone a medie latitudini”, afferma Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente. “Allo stesso modo, è possibile che un vasto scioglimento dei ghiacci artici riduca nelle zone polari l’inabissamento delle acque fredde con interruzione o modificazione della circolazione oceanica e delle correnti calde, come quella del Golfo. In questo caso, uno scioglimento dei ghiacci potrebbe, per assurdo, creare una glaciazione nell’Europa settentrionale”.

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