monete

apr 2016


Ebbene sì. Anche lo stato a volte produce dei falsi. Per i motivi più disparati.

Accadeva nella Roma nel primo secolo avanti Cristo, quando il conio imbrogliava sulla quantità di argento presente nelle monete in circolazione, e oltre durante il periodo repubblicano. A quest’ultimo risultato sono giunti i ricercatori del Laboratorio di spettroscopia laser applicata dell’Istituto di Chimica dei Composti Organo Metallici (Iccom) del Cnr di Pisa, in collaborazione con il Monetiere del museo archeologico di Firenze: gli studiosi hanno puntato il dito soprattutto sull’ultimo periodo della Repubblica, quando si pensava tutto andasse bene, anch’esso caratterizzato da una produzione di denaro col cuore di rame e la copertura superficiale d’argento.

A spiegarci tutto nel dettaglio, Vincenzo Palleschi dell’Iccom-Cnr, studioso di archeometria e responsabile del progetto sui “falsi di stato”.

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