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mag 2016

La Federazione Nazionale della Stampa ha ospitato un dibattito tra giornalisti, operatori dei media, divulgatori e ricercatori, per affrontare il tema della rappresentazione della scienza nell’informazione e nella comunicazione: da Stamina al nesso vaccini-autismo, dalla Xylella alle scie chimiche, fino alla sperimentazione animale.
Non si è trattato di un convegno ma un incontro con interventi liberi e veloci, in cui ciascuno ha portato la propria esperienza e le proprie proposte. Spunto dell’incontro il libro “parola di scienziato” di Francesca Dragotto docente dell’università ‘Tor Vergata’ di Roma e marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa del Cnr che hanno moderato l’incontro e invitato a parlare gli attori in campo: docenti, ricercatori e giornalisti.

L’opinione pubblica, nell’analisi o anche in una semplice lettura delle notizie scientifiche, è influenzata da pregiudizi, quanto lo è chi quelle notizie le crea e diffonde? Quanto contano gli orientamenti culturali di ricercatori, professori e addetti ai lavori? Insomma, quanto è affidabile il giornalismo scientifico?

Questi gli interrogativi emersi e affrontati durante l’incontro che ha visto alternarsi al microfono tra gli altri ricercatori e operatori del comparto provenienti da diverse discipline come Luciano Maiani, Riccardo Pozzo, gilberto corbellini, valerio rossi albertini, e Sesto viticoli. Tutti hanno portato l’attenzione sulla necessità di una divulgazione  scientifica efficace  come compito degli scienziati verso la società, come opportunità della ricerca per attirare fonti e come impegno per diffondere conoscenze supportate da studi qualificati.

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