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gen 2017

L’Antartide è una terra remota ed estrema, di particolare interesse scientifico per le sue caratteristiche uniche: la latitudine polare, il ciclo giorno notte, le particolari origini geologiche, la maggiore altitudine media del pianeta, una temperatura media di meno 50 gradi centigradi. Un territorio di 13 milioni di kmq, una volta e mezza l’Europa, ancora poco conosciuto e coperto quasi totalmente dalla calotta glaciale, che mostrano alcune aree in riduzione e in altre in crescita. Ma non meno interessanti sono le acque che circondano l’Antartide. Una superficie oceanica doppia di quella terrestre, regolata da un sistema di salinità, correnti e densità complesso da interpretare. Per proteggere maggiormente questo luogo, apparentemente inospitale e abitato invece da una sorprendente biodiversità, è stata di recente istituita l’Area Marina Protetta (AMP) della regione del Mare di Ross, la più vasta al mondo e la prima a ridosso del continente Antartico. L’AMP occupa una superficie di 1.55 milioni di Km2, vasta come il mediterraneo occidentale da Gibilterra alle coste dell’Italia, l’Italia, l’Adriatico, lo Ionio e l’Egeo messi insieme.

Il documentario, girato in Antartide e prodotto dalla webtv del Cnr, si avvale del contributo di diversi ricercatori, tra cui Laura Ghigliotti, Marino Vacchi e Leonardo Langone dell’Ismar-Cnr, intervistati sulle loro attività ricerca e sulla loro esperienza di vita in un luogo così remoto.

Le attività di ricerca in Antartide sono svolte nell’ambito del Programma nazionale di ricerche in Antartide (PNRA) promosso e finanziato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur). L’attuazione logistica è affidata all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), mentre il coordinamento scientifico è di pertinenza del Consiglio nazionale delle ricerche.

 

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