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set 2018

L’Italia è tra i paesi che ospitano il più alto numero di tesori monumentali del Patrimonio umano. E’ anche una nazione all’avanguardia nelle tecniche di indagine, di conservazione e di valorizzazione dei resti del passato, con competenze e professionalità esportate in tutto il mondo e che oggi sono rappresentate al meglio dal Consiglio nazionale delle ricerche.

Grazie all’utilizzo delle nuove tecniche di indagine, gli esperti del Cnr studiano il territorio nei suoi aspetti più diversi, dall’archeometria e analisi dei materiali alle metodologie geofisiche, dalla conservazione architettonica alle ricostruzioni virtuali dei siti archeologici; inoltre, operano interventi di salvaguardia, restauro e valorizzazione con le tecniche più avanzate per trasmettere la memoria a un numero sempre maggiore di persone.

“Le attività del Cnr sono orientate fra l’altro alle tecnologie per la fotorestituzione e la modellazione digitale, allo studio chimico-fisico dei manufatti, al restauro architettonico, all’analisi multispettrale delle immagini aeree, alle tecniche per la valorizzazione e la divulgazione mediante le applicazioni interattive e i musei virtuali”, dice Augusto Palombini dell’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Cnr di Montelibretti (Cnr-Itabc). “I dispositivi di scansione laser catturano in poche ore interi quartieri delle città antiche, immortalandoli nei dettagli più minuscoli. Attraverso la fotogrammetria, che trova largo uso grazie ai droni, anche le aree archeologiche più vaste o difficili da raggiungere, vengono restituite nella loro realtà tridimensionale. Tutti questi dati sono poi elaborati nella loro esatta collocazione geografica, il che consente di fare scoperte anche senza scavare: la geofisica permette infatti di rilevare le anomalie del sottosuolo e comprendere cosa si sta ancora celando ai nostri occhi, sotto i campi e le strade”.

Accanto alla riproduzione tridimensionale dell’esistente, si aprono oggi gli orizzonti della ricostruzione digitale di ciò che non possediamo più, utilizzando la documentazione storica per ricreare oggetti ed edifici o completare e restaurare virtualmente quelli esistenti, grazie ai software di modellazione digitale. Sfruttando la potenza delle schede grafiche di ultima generazione, è infatti possibile ridare vita a scenari e personaggi del passato per vari utilizzi: musei virtuali, ambienti di apprendimento o di videogame, sfruttabili con tutti gli strumenti di fruizione oggi disponibili, dagli smartphone ai visori immersivi, che ci permettono di vivere esperienze particolarmente realistiche completamente avvolti dall’ambiente digitale, o di interagire soggettivamente attraverso i movimenti naturali del corpo, che vengono letti da una videocamera e interpretati in tempo reale.

“Le opportunità di digitalizzazione e di memorizzazione dei dati ci consentiranno di costruire rapidamente enormi archivi del Patrimonio Culturale umano, mantenendo cognizione anche di ciò che non sopravviverà materialmente al nostro tempo. Uno sforzo necessario perché il futuro dell’umanità non faccia a meno dell’eredità del passato”, conclude Palombini.

 

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