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nov 2015

Matera, capitale europea della cultura per il 2019, trasformata per un giorno in ‘living lab’: la comunità scientifica del progetto ‘Clara’ ha ‘occupato’ il centro storico della ‘città dei sassi’ con sensori, interferometri, fibre ottiche, accelerometri, per lo studio geofisico del sottosuolo.

“Il sottosuolo urbano rappresenta un ‘ambiente geologico’  che influenza la sicurezza del territorio, pensiamo alle faglie sismiche o alle frane, ma è anche un ‘serbatoio’ di risorse economiche e culturali e uno ‘spazio fisico’  dove realizzare e gestire infrastrutture strategiche, come le reti  energetiche o per la mobilità urbana”, spiega Vincenzo Lapenna, direttore dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Cnr (Imaa-Cnr) e coordinatore della prima campagna di misure del progetto. “L’obiettivo del Progetto ‘Clara’ è lo sviluppo di tecnologie e sistemi innovativi per la diagnostica non invasiva del sottosuolo per la mitigazione del rischio sismico ed idrogeologico dei centri abitati. Saranno disponibili anche ‘smart application’ per la percezione, comunicazione e mitigazione dei rischi naturali da parte della popolazione”.

Soggetto promotore del progetto, che ha ottenuto il finanziamento del Miur, un partenariato misto pubblico/privato che vede la partecipazione di Enti di ricerca, Università, piccole e grandi imprese, tra cui gli istituti Cnr Imaa, Irea, Istc, l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, l’università di Ferrara, le società ‘Ids’ e ‘Geostudi Astier’.

Tre le aree di studio di interesse del progetto: oltre a Matera, per lo studio del sottosuolo urbano, la provincia di Enna, per la mitigazione del rischio idrogeologico,  e il comune di Ferrara, interessato a redigere un adeguato piano per prevenzione del rischio sismico e di salvaguardia di beni architettonici e monumentali.

“Matera è una città che ha un enorme patrimonio culturale, è città Unesco nonché capitale europea della cultura 2019. E’ quindi fondamentale l’applicazione di tecnologie avanzate che ci consentano di capire come conservare e riutilizzare questo patrimonio. Una componente fondamentale che ci aspettiamo che il progetto Clara possa contribuire a sviluppare, nell’ambito dell’idea di sviluppo di città intelligenti”, dichiara Giovanni Schiuma, vice sindaco del Comune di Matera.

“Ferrara è città del rinascimento, patrimonio dell’umanità dal 1995, quindi una città storicamente molto importante, che nel maggio del 2012 è stata interessata da due eventi sismici del tutto inaspettati  per un territorio come quello della regione Emilia-Romagna”, conclude Caterina Ferri, assessore ambiente comune di Ferrara. “E’ quindi molto forte il nostro interesse al progetto Clara che, grazie al lavoro dei ricercatori del Cnr, in sinergia con imprese ed Enti pubblici, consentirà di avere conoscenze più approfondite del sottosuolo e di avere conoscenze anche di quella che è la percezione del rischio sismico nella cittadinanza”.

 

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