faenza

giu 2015

50 anni per l’Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Consiglio nazionale delle ricerche di Faenza, la più grande struttura italiana di ricerca sui materiali ceramici: 17 laboratori con strumentazioni di eccellenza per la produzione e il trattamento dei materiali, forni con temperature fino a 2000°C, impianti per la produzione di forme complesse e per rivestimenti superficiali, microscopi elettronici, apparecchiature per misurare proprietà meccaniche, resistenza e tenacità in condizioni critiche: “Una dotazione tecnica da record nello scenario della ricerca scientifica internazionale, alla quale lavorano circa 120 tra dipendenti, ricercatori associati, docenti e studenti”.

“Parlare dell’Istec-Cnr significa necessariamente sottolineare il rapporto con il territorio di una delle capitali della ceramica”, sottolinea il direttore Alida Bellosi, “ma anche il merito di aver portato la ceramica italiana nel mondo” e, insieme, la capacità di abbinare ricerca scientifica e trasferimento tecnologico all’industria. “Soltanto dal 2011 al 2014 abbiamo prodotto 210 pubblicazioni su riviste, 200 atti di convegno, decine di libri e capitoli e registrato ben 18 brevetti”, ha proseguito il direttore, “Tra progetti e contratti di ricerca industriale entrano circa 3 milioni di euro l’anno, collaborando a livello internazionale e nazionale con imprese quali Compagnia generale per lo Spazio, Sab Aereospace, Mbda, Centro sviluppo materiali, European Office of Aerospace Research & Development e Cira-Italian Aereospace Research centre. Dalla Regione Emilia-Romagna abbiamo ottenuto l’accreditamento come struttura di ricerca industriale, che attesta la qualità del nostro rapporto con le imprese, in virtù del quale siamo entrati a far parte della rete alta tecnologia e abbiamo accesso ai progetti dei Tecnopoli regionali”.

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