ipcf

feb 2018


La sede secondaria di Pisa dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici fa parte dell’omonimo Istituto che ha sede centrale a Messina ed una seconda sede distaccata a Bari. L’IPCF, attualmente diretto dal Dr. Cirino Vasi, ha una storia complessa derivando dalla fusione di diverse strutture, istituti ed enti pre-esistenti sino a raggiungere la attuale struttura.
Alla sede di Pisa afferiscono, a vario titolo, 51 dipendenti; vengono studiate le procedure chimiche e fisiche che riguardano sia i processi che i materiali, in particolare in materiali innovativi. Vi sono ricercatori che si occupano della sintesi, della progettazione di nuovi materiali (in particolare materiali polimerici) e studiano sia le proprietà strutturale che quelle ottiche di questi nuovi materiali. Altri si occupano di problemi all’interfaccia, di materiali amorfi, materiali strutturabili, studiano le proprietà termodinamiche. Vi sono inoltre tecnici e ricercatori che si occupano di tecniche spettroscopiche avanzate (tecniche di risonanza elettromagnetica, elettronica e paramagnetica). Vi è poi un gruppo che si occupa di chimica computazionale, in particolare per lo studio di proprietà dei materiali e di aggregati, di atomi e di molecole, anche di ottica non lineare per arrivare infine allo studio dei plasmi e quindi dei materiali estremamente complessi.

L’attività di ricerca è intrinsecamente interdisciplinare e focalizzata su argomenti di chimica e fisica come la soft matter, sistemi disordinati, interfacce, materiali compositi e nanostrutturati, architettura supramolecolare e biofisica, fluidi complessi e colloidi. I principali interessi riguardano lo studio dei fenomeni come auto-organizzazione, interazioni superficiali, rilassamento e proprietà di trasporto, dalla nano alla meso-scala.
L’istituto è coinvolto nella progettazione e produzione di materiali su misura, con l’ausilio di modelli teorici, tecniche computazionali e analitiche e nello sviluppo di nuovi dispositivi e metodologie sperimentali.
“L’idea è quella di modulare la composizione chimica e il grado di funzionalizzazione della struttura macromolecolare e della superficie del materiale per ingegnerizzare quelle che sono le proprietà del materiale stesso al fine di trovare l’applicazioni in diversi settori come: l’agricolo, l’imballaggio alimentare, l’elettronica, la catalisi, il biomedicale, il biomedico e l’edilizia sostenibile”, sottolinea la ricercatrice Simona Bronco, “nell’ambito di queste ricerche attualmente stiamo sviluppando materiali che hanno lo scopo di andare incontro a quello che è il nuovo concetto di sviluppo economico, non più visto come modello lineare, quindi produco, uso e getto, ma quello di economia circolare.”
L’Istituto è attivo, anche in qualità di coordinatore, in numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali oltre ad essere orientato al trasferimento tecnologico dei risultati ottenuti.
Il video è stato realizzato dal team pisano della WebTv del Cnr all’interno di un progetto di alternanza scuola-lavoro con il liceo Filippo Buonarroti e l’Itis Leonardo Da Vinci di Pisa.

 

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