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giu 2015

EXPO 2015 – L’Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie del Cnr a Milano per delineare una strategia innovativa di diverrsificazione della produzione agricola attraverso la presentazione di una serie di best practice che possono rappresentare delle interessanti esperienze per le imprese italiane per aumentare la competitività e l’attenzione alla tutela dell’ecosistema e del paesaggio e alla difesa della qualità e sicurezza alimentare.
Negli ultimi anni, si sono registrati profondi cambiamenti nella struttura delle aziende agricole italiane: le forme di conduzione diretta sono diventate prevalenti e l’aumento delle loro dimensioni è avvenuto con un maggior utilizzo della manodopera extra-familiare, con un maggior ricorso alla gestione della terra sia in proprietà sia in affitto, e all’utilizzazione dei servizi esterni all’azienda. La concentrazione delle aziende nelle zone di pianura ha, inoltre, ampliato le dicotomie territoriali esistenti nell’agricoltura italiana, poiché questi processi sono risultati più rapidi al Nord rispetto al Sud, mentre la frattura è diventata più netta fra le zone di pianura, dove prevale la funzione produttiva, e quelle di collina e montagna, soprattutto appenniniche, dove il grande abbandono ha aggravato i problemi socio economici e quelli ambientali con il verificarsi di vere e proprie emergenze e disastri di carattere ambientale. Nonostante l’aumento delle dimensioni aziendali, che comunque restano inferiori a quelle dei grandi paesi dell’Unione europea, e la formazione di imprese agricole di medie e grandi dimensioni, restano ancora rilevanti i problemi dell’aggregazione dell’offerta e la formazione di un potere contrattuale in grado di sostenere i redditi e l’occupazione in agricoltura all’interno delle numerose filiere produttive e distretti che caratterizzano il sistema agroalimentare italiano. La multifunzionalità può essere considerata come una “lente” con cui leggere le strategie per migliorare l’autonomia delle imprese agricole e la redditività delle risorse a loro disposizione. Al di là della capacità dell’attività agricola di produrre esternalità positive, nei confronti dell’ambiente, del territorio, in campo sociale e culturale, la multifunzionalità assume un valore economico nel momento in cui essa diventa una strategia aziendale per diversificare le attività in risposta alla domanda di beni e servizi espressa dai cittadini consumatori nei confronti del settore primario.

 

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