Colori dei cianobatteri

lug 2017

Chi vive nei pressi di un lago avrà, probabilmente, avuto occasione di osservare la comparsa di chiazze o striature colorate sulla superficie dell’acqua: tale fenomeno è il segnale più evidente della proliferazione eccessiva di fitoplancton, ovvero dei microorganismi vegetali che appartengono al plancton lacustre. Una anormale crescita di fitoplancton, solitamente, interessa quei laghi sottoposti ad un impatto antropico elevato, tipicamente uno scarico importante e non controllato di acque reflue, contenenti concentrazioni elevate di fosforo, elemento che stimola fortemente lo sviluppo del fitoplancton. Questa componente del plancton include anche i cianobatteri, un gruppo di batteri fotosintetici estremamente diversificato, comprendente anche organismi in grado di produrre tossine estremamente potenti (persino più potenti del veleno di un cobra!) e potenzialmente nocive per la salute umana.

Grazie al progetto di ricerca  BLASCO “Blending LAboratory and Satellite techniques for detecting CyanObacteria”, condotto dall’ Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del Cnr di Verbania-Pallanza (Ise-Cnr), dall’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Cnr di Milano (Irea-Cnr) e finanziato da Fondazione Cariplo, sono stati utilizzati dati satellitari per ‘mappare’ le fioriture dei cianobatteri e seguirne l’evoluzione in tempo reale..

“Distinguere, attraverso l’uso di dati da satellite, i cianobatteri da altri organismi del fitoplancton o da altri composti presenti nelle acque di un lago, è possibile grazie al fatto che i cianobatteri posseggono, nel loro apparato fotosintetico, alcuni pigmenti caratteristici, con proprietà di assorbimento e riflessione della luce specifiche, che possono essere misurate da alcuni sensori, montati su satelliti destinati al monitoraggio ambientale”, spiega Giuseppe Morabito, ricercatore Isee e coordinatore del progetto Blasco.

Il video ci accompagna alla scoperta delle tonalità cromatiche e delle caratteristiche visive dei cianobatteri. “Si parte da una visione ‘a distanza’, o più precisamente da circa 800 km dalla Terra con una serie di immagini catturate dal satellite di nuova generazione Sentinel-2 dell’Agenzia Spaziale Europea, che mostrano alcune fioriture di cianobatteri che hanno interessato diversi ambienti acquatici sparsi per il mondo”, prosegue Morabito. “Si passa poi ad una visione più terrestre e meno poetica, che descrive le fioriture di cianobatteri a livello della superficie acquatica così come possono essere rappresentate da alcuni scatti fotografici. E si termina con una visione di dettaglio microscopico, che permette di distinguere le diverse specie di cianobatteri responsabili dei fenomeni di fioritura algale”.

I ricercatori di BLASCO, lavorando in laboratorio su numerose culture di cianobatteri, hanno potuto studiare le proprietà ottiche di differenti specie di cianobatteri e costruire modelli per misurare la quantità dei cianobatteri nelle acque, utilizzando immagini satellitari.

Le immagini elaborate hanno prodotto mappe tematiche degli eventi di fioritura verificatesi negli ultimi anni nei laghi Maggiore, Varese, Mantova e Pusiano.

I risultati hanno evidenziato una grande variabilità spazio-temporale dei fenomeni di fioritura e la necessità di una continua attenzione/studio verso questi organismi al fine di un miglior monitoraggio dei corpi idrici.

Per saperne di più: ww.projectblasco.it

 

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