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nov 2019

Vivere più a lungo e meglio, combattendo i fattori di rischio legati a invecchiamento e malattie degenerative attraverso un sano stile di vita e un adeguato regime alimentare. Se ne è parlato al convegno ‘Longevità in buona salute: dalla Dieta mediterranea alla Mima digiuno, opportunità preventive e terapeutiche’ , organizzato dal Servizio prevenzione e protezione del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con le società scientifiche nazionali – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), Fondazione dieta mediterranea (Fdm), Nutrition foundation of Italy (Nfi), Società italiana di nutraceutica (Sinut), Società Italiana di Pediatria (Sip), Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi (Sisa) – e internazionali – European heart network (Ehn).

Tra gli argomenti trattati

Cibo e longevità. Le attuali conoscenze scientifiche dimostrano che l’insorgenza di patologie cronico-degenerative, come diabete, obesità, malattie cardio-cerebrovascolari, Alzheimer, Parkinson, può essere contrastata grazie al giusto equilibrio tra stile di vita e corretta alimentazione. In tale ottica, è stato riscontrato che diversi alimenti mediterranei, come legumi e cereali integrali, risultano protettivi anche e soprattutto in virtù dell’apporto di vitamine e polifenoli la cui azione antiossidante è in grado di contrastare i danni dei radicali liberi i quali, interagendo con le cellule e il nostro patrimonio genetico, con il passare degli anni, sono causa di un invecchiamento patologico e dello sviluppo delle su citate malattie. Negli ultimi anni, interessanti e innovativi studi di laboratorio sul ruolo degli aminoacidi e del glucosio hanno portato alla formulazione di nuovi regimi alimentari ritenuti, al pari della Dieta mediterranea, dei veri e propri ‘elisir di lunga vita’. Tra questi, la cosiddetta ‘Dieta mima digiuno’ (Dmd), da seguire per cinque giorni, una o due volte l’anno, e che prevede un maggior consumo di cereali integrali, pesce, legumi, verdure e frutta di stagione, ma con un minor apporto calorico, tra il 50% e il 70%, dovuto alla riduzione dei carboidrati complessi, come pane e pasta.

L’esercizio è ‘medicina’. Per vivere bene e più a lungo c’è bisogno anche di una regolare pratica dell’attività fisica. Nelle popolazioni occidentali la vita sedentaria (come guardare spesso la TV, giocare con i videogame, usare il computer) è una minaccia per la salute ben più significativa dell’invecchiamento: la prolungata sedentarietà determina una perdita del tono e del trofismo della muscolatura scheletrica che, nel tempo, provoca una più generale perdita di efficienza e di capacità di lavoro anche di altri organi e apparati. I benefici dell’esercizio fisico nel ridurre la mortalità sono simili agli interventi farmacologici per la prevenzione secondaria della cardiopatia coronarica, la riabilitazione per l’ictus, il trattamento dell’insufficienza cardiaca e la prevenzione del diabete.

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