protein2food

ago 2017

Euronews – Secondo la Fao entro il 2050 la domanda di cibo nel mondo aumenterà del 70%; saranno dunque necessarie fonti alternative di proteine di alta qualità, come la quinoa e l’amaranto, che hanno valori nutrizionali simili alla carne. Nell’ambito del progetto europeo ‘Protein2Food’, l’Istituto per i sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo del Cnr di Ercolano (Isafom-Cnr) sta sperimentando, nelle campagne del casertano, nuovi metodi di coltivazione di questi pseudo cereali.

“La composizione delle proteine di quinoa e amaranto è costituita da tutti gli amminoacidi essenziali, per cui anche avendo un livello proteico inferiore alle leguminose hanno una qualità (nutritiva) superiore”, spiega Cataldo Pulvento, ricercatore Isafom-Cnr. “Con il sostegno del progetto ‘Protein2Food’ possiamo studiare diversi tipi di colture per capire quali siano le più adatte a crescere in particolari condizioni”.

.“Quinoa e amaranto sono culture molto tolleranti agli stress abiotici”, prosegue Pulvento. “Nella zona del sud Europa gli stress abiotici principali sono la scarsità idrica e la salinità. Noi studiamo in dettaglio, attraverso immagini in 3D, l’impatto degli stress test sulla produzione e la qualità dei raccolti. Fattori chiave per capire il potenziale delle colture”.

Durante i test, le piante vengono annaffiate a ritmi differenti con acqua a salinità variabile. “L’importanza per il coltivatore è quella di essere sicuro di coltivare una pianta che ha una buona resa per la sua azienda, per il consumatore andiamo a distinguere le diverse componenti del seme, ognuna delle quali presenta delle proprietà che possono essere desiderabili dal punto di vista del consumatore”, interviene Giacomo Mele, ricercatore Isafom-Cnr.

“In pratica, queste antiche colture miglioreranno la nostra dieta quando saremo seduti a tavola per cenare con la famiglia”, sostiene Sven-Erik Jacobsen, coordinatore del progetto. “La nostra alimentazione sarà più ricca e la fertilità del suolo ne trarrà un grande beneficio”.

Incentivando la produzione di proteine vegetali si porteranno vantaggi anche all’ecosistema e quindi alla nostra salute. Secondo gli scienziati del progetto, infatti, la transizione dalle proteine di origine animale a quelle vegetali porterà una riduzione della quota di emissioni di CO2.

 

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