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giu 2016

Roma, (askanews) – Un’analisi accurata delle politiche regionali attuate nel 2013 e 2014, anni segnati da una profonda crisi economica e dei loro effetti nel contrastare la recessione. E’ il rapporto sulle Regioni in Italia 2015 realizzato dall’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie del Cnr, illustrato alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso. Dallo studio emerge che le Regioni hanno rappresentato l’unica istituzione a continuare a produrre politiche di investimento e sostegno a favore di cittadini e imprese, come ha spiegato Stelio Mangiameli, direttore dell’Issirfa: “Questo è in sintesi il segnale che emerge dal rapporto, di un istituto regionale vitale, con grandi problemi ovviamente, ma dovuti soprattutto alla differenza tra le regioni del Centro Nord e le regioni del Sud, ma comunque regioni attive, vitali e in grado di produrre servizi e beni per la collettività e per i cittadini”. Ma il rapporto assume un significato peculiare alla luce dell’imminente riforma costituzionale sottoposta a referendum, che inevitabilmente porrà tutta una serie di nuovi problemi. “La soluzione rispetto a tutti questi problemi, e all’attuazione della riforma stessa – ha proseguito Mangiameli -, risiede in uno sforzo di collaborazione delle diverse componenti: il Parlamento, il Governo e le Regioni stesse. Soprattutto se bisogna implementare questa Camera di rappresentanza delle istitutioni territoriali, cioè il nuovo Senato della Repubblica e se bisogna mettere a punto un sistema equilibrato di finanziamento delle politiche pubbliche nazionali e regionali”. Massimo Inguscio, presidente del Cnr, ha così commentato la ricerca: “E’ una dimostrazione di come il Cnr, così ricco di competenze trasversali che vanno dalle scienze giuridiche all’informatica, alla fisica, alla chimica e all’ingegneria può mettere a disposizione della nazione queste competenze, ma soprattutto può creare sinergie con questi protocolli d’intesa, con organi istituzionali, in questo caso col Senato, per aiutare il legislatore a operare delle scelte più consapevoli”.

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