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nov 2016

Roma, (askanews) – La riforma delle banche di credito cooperativo e il potenziale impatto sul territorio. Un tema di grande attualità, dopo la pubblicazione da parte della Banca d’Italia della normativa di attuazione, a cui l’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” del Cnr, nell’ambito delle attività di ricerca riguardanti la costituzione di un Osservatorio sul Mercato Creditizio regionale, ha dedicato il convegno “La riforma del credito cooperativo e i riflessi sul territorio”. Ad aprire i lavori nell’Aula Marconi del Cnr il direttore dell’Issirfa Stelio Mangiameli, che ha lasciato poi spazio ai relatori, tra cui Augusto Dell’Erba, vice presidente vicario della Federazione italiana delle BCC e Ciro Vacca, titolare Servizio supervisione bancaria 2 della Banca d’Italia. In platea anche l’ex ministro dell’Industria Paolo Savona e Rainer Stefano Masera, ministro del Bilancio nel Governo Dini.Così gli obiettivi della riforma nelle parole del direttore dell’Issirfa: “Questa riforma punta a due obiettivi principali. Il primo è quello di far permanere il sistema bancario cooperativo nel territorio, come espressione del territorio; il secondo è quello di rafforzare questo sistema dandogli una dimensione competitiva nel mercato europeo”. Sulla normativa attuativa emanata dalla Banca d’Italia si è soffermato Francesco Capriglione, straordinario di Diritto dell’Economia presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Guglielmo Marconi” di Roma: “Nei giorni scorsi c’è stata la normativa emanata dalla Banca d’Italia che ha cercato di fare chiarezza sulla realizzazione degli aspetti più significativi di questa riforma. Il vero dibattito è tra: realizzazione di un gruppo unico cooperativo, quale vorrebbe Federcasse, ovvero la scelta per una soluzione pluralistica richiesta dalla gran parte delle banche di credito cooperativo. Io spero che prevalga questa seconda tesi perché consentirà al sistema di conservare la possibilità di fruire della specificità operativa delle BCC”. Infine, una riflessione sull’impatto che le norme europee hanno sulle piccole banche è arrivata da Rainer Stefano Masera: “Le piccole banche stanno scomparendo in Europa, diversamente da quello che avviene negli Stati Uniti. La Commissione europea ha ritenuto che l’integrazione europea richiedesse regole uniformi per tutte le banche. Questo significa che le piccole banche sono chiamate a degli oneri estremamente rilevanti e quindi le banche scompaiono. Bene ha fatto Banca d’Italia, tenendo conto di questo indirizzo normativo europeo, nel ricercare forme di aggregazione opportune tra le banche cooperative. Perché io ritengo che le banche, le piccole e medie banche, siano uno strumento essenziale per guidare, per aiutare le piccole e medie imprese”.

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