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giu 2016

Si è tenuto a Roma, nella sede centrale del Cnr, la conferenza conlusiva del progetto Papsen (Programma d’appoggio al programma nazionale d’investimento in agricoltura in Senegal), l’incontro mira a far conoscere anche in Italia i risultati raggiunti da questa collaborazione altamente sinergica tra cooperazione italiana e Cnr da una parte ed il Senegal dall’altra.
Il Cnr è attivo in africa dagli anni ’80 e la collaborazione dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse e dell’Istituto di Biometeorologia al Papsen è uno dei frutti di tale presenza. Compito del Cnr è stato assicurare l’assistenza  tecnica  all’unità di gestione del programma ma ancor più assistere i produttori agricoli nell’introduzione di nuove tecniche che hanno portato a importanti risultati produttivi specie nella risicoltura della Casamance.
La componente Papsen/Cnr, avviata nell’aprile 2012, si conclude a giugno 2016, dopo aver accompagnato Papsen fino ad una fase realizzativa che durerà diversi altri anni.

L’agricoltura in Senegal è al contempo la fonte di reddito, d’occupazione e di alimentazione per più del 65% della popolazione, rappresentando circa 8 % del Prodotto internolordo del paese. Lo sviluppo dell’agricoltura richiede l’introduzione di tecniche innovative appropriate per rendere i sistemi produttivi più competitivi e fonte di opportunità di sviluppo locale. Per avviare un tale processo è fondamentale l’impegno delle Istituzioni di ricerca e formazione per sviluppare conoscenze e pacchetti tecnologici efficaci e per accompagnare il trasferimento ad associazioni e produttori agricoli in collaborazione con le strutture pubbliche locali.

Papsen, con un investimento di circa 35 milioni di euro, è attualmente il più importante risultato della collaborazione tra il Ministero dell’agricoltura e dell’infrastrutturazione uurale del Senegal, la cooperazione italiana e la cooperazione israeliana. Papsen contribuisce allo sviluppo della filiera orticola nelle regioni di Thiès, Diourbel et Fatick ed allo sviluppo rurale nelle regioni di Sédhiou e Kolda. L’obiettivo è di rinforzare la sicurezza alimentare e la promozione dello sviluppo locale grazie a sistemi agricoli innovativi e sostenibili per raggiungere il primo obiettivo del millennio per lo sviluppo: ridurre l’estrema povertà e la fame.

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