belgrado

mar 2016

“La comunità scientifica di quel paese va considerata nella sua storia naturalmente, prima degli eventi cruenti e drammatici degli anni ’90 la Jugoslavia era un paese che non aveva nulla da invidiare anche ai paesi come l’Italia, ad esempio nel campo delle scienze e della tecnologia, basti pensare che la prima mano artificiale è nota come Macchina di Belgrado. C’è un’eccellenza nel sistema dell’alta formazione dell’Università e della ricerca in Serbia” sostiene Paolo Battinelli, addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado.

Sostegno e sviluppo della cooperazione bilaterale, promozione del sistema scientifico e tecnologico italiano, realizzazione di iniziative promozionali della scienza e tecnologia italiana. Sono alcune delle funzioni svolte dall’Addetto scientifico, figura di riferimento sia per il dialogo interistituzionale sia per la comunità scientifica italiana attiva in loco.

Il Maeci, con la collaborazione del Cnr, ha ‘chiamato a raccolta’, al Palazzo della Farnesina, i 25 addetti scientifici dislocati presso le sedi diplomatiche italiane per definire le strategie migliori per promuovere all’estero ricerca e innovazione ‘made in Italy’.

 

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