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mar 2015

Ci troviamo a Oristano, Sardegna, nella sezione dell’Iamc – Cnr, Istituto per l’ambiente marino costiero. Qui da diversi anni, in collaborazione con il Sinis e l’assessorato all’Ambiente, vengono curate e monitorate le tartarughe marine protette. Ciò avviene coordinandosi con gli altri parchi nazionali, la Guardia costiera e la Guardia forestale, ma anche con l’aiuto dei pescatori locali e semplici cittadini che supportano l’opera di recupero di questi animali marini che vengono trovati feriti.

“Questi esemplari vengono spesso trovati legati o impigliati in strumenti da pesca e delle volte le loro condizioni sono talmente gravi che ci troviamo costretti ad intervenire chirurgicamente”, spiega Andrea de Lucia, ricercatore Iamc-Cnr. “Il nostro scopo è quello di ristabilire lo stato di salute degli animali per poterle poi nuovamente liberare in mare”.

Capire lo stato di salute di questa specie in via di estinzione e conoscerne meglio le abitudini. Sono gli altri obiettivi del centro di ricerca. Le tartarughe vengono rilasciate infatti con un segnalatore, detto ‘pop up’, che permette di registrare dati sulla salinità e sulle profondità raggiunte.

 

 

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