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giu 2018

Askanews – Quelle che state vedendo sono le straordinarie immagini stereoscopiche in 3D del suolo di Marte, scattate dallo strumento “made in Italy” Cassis (Colour and Stereo Surface Imaging System), che si trova a bordo della sonda Tgo della missione Esa Exomars, in orbita dal 2016 intorno al pianeta rosso e svelate nel corso di un workshop organizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a Roma.Mostrano Marte in una veste totalmente nuova e inedita e consentono di fare analisi morfologiche della superficie marziana, anche in vista della seconda parte della missione Exomars che, nel 2020, porterà su Marte una trivella con un trapano, anch’esso di produzione italiana, realizzato da Leonardo-Finmeccanica, che per la prima volta scaverà nel sottosuolo fino a 2 metri di profondità alla ricerca di condizioni di vita, passata, presente o anche futura.Barbara Negri, responsabile dell’Unità esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’Asi.”Perché stiamo facendo questo? Perché c’è un obiettivo molto più grande – ha spiegato – che verrà probabilmente in un tempo lungo, fine anni 30, inizio anni 40, che è portare l’uomo su Marte. Aprire una nuova frontiera che è quella della colonizzazione. Tutto questo però presuppone ancora uno step fondamentale: proteggere gli astronauti dalle fortissime radiazioni che ci sono su Marte che, sappiamo essere privo di atmosfera”.CaSSIS è una camera ad alta risoluzione, progettata sotto la direzione di Nicolas Thomas dell’Università di Berna (Svizzera), e realizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con Leonardo che ha fornito il cuore optronico dello strumento.Per la missione ExoMars l’Italia è il Paese capofila dal punto di vista scientifico e industriale. Responsabile nazionale del programma è Gabriele Cremonese dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Padova.”L’immagine tridimensionale consente tutta una serie di studi che prima di adesso non sono stati possibili – ha spiegato – e per l’esplorazione umana una migliore conoscenza della superficie consente di scegliere e selezionare i luoghi migliori per mandarci l’uomo e avere un insediamento umano”.CaSSIS ha osservato anche i siti che sono stati identificati come potenziali fonti di gas “traccia”, studiando, assieme a un altro strumento “Nomad”, i processi dinamici di superficie – ad esempio, la sublimazione, i processi di erosione e il vulcanismo – che potrebbero contribuire alla formazione dei gas atmosferici.

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