scuole sperimestate

nov 2017

Successo di partecipazione nella tre giorni bolognese in cui gli studenti della Regione Emilia-Romagna sono stati accolti presso l’Area della ricerca del Cnr. ‘Linguaggio della ricerca’, ‘RM@Schools’ e ‘sperimEstate’, questi i tre progetti in cui sono stati coinvolti i ragazzi, già durante tutto l’anno. Si tratta di stage per studenti in diverse aree della scientifiche, sotto la guida dei ricercatori.

Il Linguaggio della ricerca (LdR) riunisce oltre 4 mila ragazzi delle scuole di I e II grado e vede la partecipazione oltre che del Cnr anche dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) in collaborazione coi ricercatori dell’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea). Lo scopo del progetto è quello di suscitare nei partecipanti l’interesse per la ricerca attraverso l’utilizzo delle lingue italiano e inglese. Un bilinguismo per raccontare, come veri ricercatori, la propria esperienza ad altri coetanei, in modo semplice ma anche accattivante.

Rm@Schools è un progetto di ampio respiro, che coinvolge infatti 8 Paesi europei coordinati dal Cnr e si rivolge ai ragazzi dai 10 ai 19 anni i quali vengono messi all’opera con pratiche sperimentali sulle materie prime e sui metodi di divulgazione scientifica (come i blog e gli strumenti multimediali), tutto questo per renderli consapevoli dell’impatto che questi materiali possono avere sulle loro vite.

Infine, a chiudere il programma della giornata, è stato il progetto Sperimestate, che ha permesso agli studenti di IV superiore di trascorrere alcune settimane estive in stretto rapporto coi ricercatori Cnr, che hanno cercato di stimolare nei ragazzi la curiosità verso la sperimentazione scientifica. Sperimestate rientra nel Protocollo di Intesa tra l’Area della Ricerca Cnr-Inaf e l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna e vede la mediapartnership dell’Ufficio stampa – Web Tv del Cnr.

Una tre giorni intensa, dunque, che testimonia l’importanza del rapporto tra scuola e ricerca necessario per rendere più vivo il percorso didattico dei ragazzi, rendendoli protagonisti, come comunicatori e sviluppatori di idee. Un successo tanto più suggellato dalla risposta alla domanda: “Fareste i ricercatori da grandi?”, “Sì, volentieri, potrebbe essere uno sbocco per il futuro”.

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