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feb 2013

Se non è possibile prevedere i terremoti, una seria politica di prevenzione diventa l’unica azione efficace per rendere meno vulnerabile il nostro territorio agli eventi sismici. E il volume ‘Le terre della Baronia’, a cura di Giandomenico Cifani e Giovanni Cialone dell’Istituto delle tecnologie della costruzione (Itc) del Cnr dell’Aquila, dimostra l’importanza della ricerca in questo settore.
Il libro, presentato al ‘Salone della ricostruzione’ e realizzato un anno prima del terremoto del 2009, analizza le fragilità architettoniche di chiese e centri storici che saranno poi effettivamente colpiti dal sisma. Cifani spiega che “nella pubblicazione si prefiguravano quali sarebbero stati i danni a seguito di un evento sismico sul patrimonio culturale, sui centri storici e sulle chiese. Il sisma verificatosi l’anno successivo ha purtroppo causato i danni simili a quelli indicati nella nostra ricerca”.
Prevenire, dunque, per tutelare il patrimonio storico-architettonico e artistico e garantire la sicurezza dei cittadini nel tempo. “Alcuni studi mostrano che le risorse impiegate per la ricostruzione dopo i terremoti del Friuli e dell’Irpinia sarebbero stati sufficienti per adeguare sismicamente tutto il patrimonio edilizio italiano”, conclude il ricercatore.

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