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ott 2017

L’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr)è uno tra gli istituti dell’Ente più diffusi sul territorio in ben sette sedi tra le quali quella di Venezia.
La sede veneziana conta su un gruppo di ricerca multidisciplinare e su una struttura di grande prestigio all’interno dell’arsenale, un’area di archeologia industriale che ospita anche altre istituzioni di ricerca marina.
“A Venezia si studia innanzitutto l’evoluzione storica del territorio costiero per capire gli impatti antropici recenti ma anche del passato”, spiega Fabio Trincardi, direttore Ismar-Cnr, “si effettuano ricerche sulla morfologia del fondo oltre che studi oceanografici per la misura delle correnti e di modellistica e predizione sia della circolazione della laguna e della sua interazione con il bacino, sia delle acque alte”.
La laguna di Venezia può contare su una struttura unica, la piattaforma oceanografica ‘Acqua Alta’, posizionata a circa 15 km dalla linea di costa su un fondale di 16 metri e caratterizzata da uno sviluppo in altezza di 12 metri sopra il livello del mare.
La piattaforma, installata nel 1970 a seguito della catastrofica alluvione che si abbatté su Venezia nel novembre del 1966, è una struttura unica nel suo genere, in grado di fornire dati sullo stato di salute del mare oltre che della laguna: consente di registrare in automatico parametri metereologici quali temperatura, umidità, pressione, direzione e velocità dei venti; campioni delle piogge e delle polveri presenti in atmosfera vengono raccolti per misurarne gli inquinanti, i nutrienti e il tasso di acidità. I dati raccolti sono visibili sul sito dell’Istituto dove è possibile anche osservare le immagini registrate dalle cinque webcam della piattaforma.

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