Immagine

ott 2019

Il sottosuolo di Napoli ha sempre giocato un ruolo fondamentale per l’adduzione e distribuzione dell’acqua. I metodi usati sono stati i più vari e ciascuno di essi racconta molto di più della storia della semplice infrastruttura. E’ parte integrante del patrimonio culturale e ha un grande potere comunicativo, sia in quanto manufatto storico, che come testimonianza del contesto sociale di riferimento. Nel documentario, Roberta Varriale dell’Istituto di studi sul mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Ismed), descrive come questa ampia tipologia del sottosuolo sia caratterizzata da elementi di grande pregio architettonico/ingegneristico, talvolta anche di significativo valore artistico e, allo stesso tempo, rappresenti una testimonianza fisica del modo in cui la cultura dell’acqua è stata interpretata nella città partenopea.

Il percorso dell’acquedotto augusteo inizia dalla zona dei ‘Ponti Rossi’, alternandosi tra le tipiche arcate in superficie e passaggi in sotterranea, intersecando aree pubbliche e edifici privati che hanno inglobato nel tempo la struttura, fino a giungere alla meta finale, la cisterna della Piscina Mirabilis di Bacoli.

 

Leave a Reply

  • (will not be published)