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Covid fase 2: la sanificazione delle chiese

Il Cnr risponde – La riapertura delle chiese, dopo il lockdown, si distingue dagli altri casi per alcune peculiarità degli edifici di culto. “In ambienti che sono rimasti chiusi per settimane o addirittura per mesi – sottolinea Matteo Guidotti dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche (Cnr-Scitec) di Milano – sappiamo da evidenze scientifiche che questo tipo di coronavirus può essersi sicuramente degradato già nell’arco di alcuni giorni”. Il che non esime da una pulizia costante, anzi. “È importante operare una pulizia e un’igienizzazione, costante e mirata, di quei luoghi che possono essere più sensibili. All’interno di una chiesa possiamo pensare alle panche, agli inginocchiatoi, a quelle maniglie o quelle parti che possono essere toccate dai fedeli”. L’importante, secondo l’esperto,  è attenersi “alle linee guida che già le soprintendenze hanno diramato alle singole regioni, per la manutenzione e l’igienizzazione di opere pregiate”. E’ bene ricordare che in questi casi, sono da sconsigliare alcune delle soluzioni igienizzanti che sono adeguate per un uso domestico.

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