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ott 2020

Il Cnr risponde – Gli alberi sono un patrimonio prezioso per i centri abitati, che, oltre a rendere le città più belle, mitigano la temperatura, producono ossigeno e immagazzinano CO2.  Tuttavia, l’ambiente urbano può rendere difficile la loro sopravvivenza: spazi stretti, alte temperature, terreni asfittici, aridità, lavori stradali, potature, ferite continue dovute agli urti degli automezzi, sono tutti fattori di stress che rendono le piante più suscettibili all’insorgenza di malattie. “Ad esempio, quando ci sono lavori stradali per servitù sotterranee, spesso vengono tagliate le radici”, spiega Alberto Santini, ricercatore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Cnr-Ipsp); “questi tagli favoriscono l’ingresso di agenti patogeni presenti nel terreno e che sono degradatori del legno, rendendo le piante instabili senza segni di fragilità apparenti con conseguenze molto pericolose per i cittadini”.

Le strategie da adottare per diminuire gli effetti di questi patogeni sono soprattutto quelle legate ad una buona progettazione. “Bisogna mettere la pianta giusta nel posto giusto e alla distanza giusta. Una volta che le alberature ci sono, bisogna monitorarne lo stato di salute”, conclude Santini. “E’ necessario anche ricordarsi che le piante nei luoghi abitati non hanno lo stesso ciclo vitale delle piante nel bosco, hanno cicli molto più brevi; quindi c’è bisogno di sostituirle più di frequente se vogliamo godere anche nelle nostre città di piante belle, efficienti e sane”.

“Il Cnr risponde” è lo spazio di informazione dedicato alle principali questioni di attualità. Gli esperti dell’Ente mettono a disposizione del pubblico la propria conoscenza con pillole video di due minuti e un linguaggio semplice e diretto.

 

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