Apr 2021

Per combattere l’infezione di SARS-CoV-2 non ci sono solo i vaccini. Parliamo dei monoclonali, farmaci biologici estremamente selettivi, somministrati a infezione in corso. “È un principio completamente diverso da quello dei vaccini, che invece sono somministrati a persone sane per poter sviluppare una risposta protettiva”, spiega Francesca Di Rosa, dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ric­erche (Cnr-Ibpm).

La ricerca che guarda ai monoclonali, parla di un loro utilizzo in due condizioni differenti.

Per ridurre gli effetti collaterali della risposta infiammatoria in pazienti con una forma più severa di Covid-19. In questo caso si è pensato di utilizzare gli anticorpi monoclonali contro l’interleuchina 6, una delle citochine infiammatorie che noi stessi produciamo durante una risposta infiammatoria e che se prodotta in eccesso può dare dei problemi.

In seguito, si è giunti ai cosiddetti anticorpi neutralizzanti, che possono impedire che il virus entri nelle cellule.

E non solo, “si è anche pensato ad utilizzare un cocktail di anticorpi monoclonali, quindi diversi anticorpi che nell’insieme possano migliorare tantissimo le nostre capacità di protezione nei riguardi del virus SARS-CoV-2”.

“Il Cnr risponde” è uno spazio di informazione dedicato alle principali questioni di attualità. Gli esperti dell’Ente mettono a disposizione del pubblico la propria conoscenza con pillole video di due minuti e un linguaggio semplice e diretto.

 

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