dna_spazzatura

mag 2013

Il genoma umano, come quello di molte altre specie, “viene trascritto” in Rna (acido ribonucleico), il quale a sua volta viene tradotto in aminoacidi che formano la proteina finale.
Le proteine sono fondamentali poiché svolgono una serie di importanti funzioni. Ma i geni che specificano proteine sono appena 24mila circa, poco più di quelli di un moscerino (e tra l’altro la gran parte è in comune con altre specie), cioè il 3-5% del nostro genoma. E il restante 95% a cosa serve? È inutile? È un Dna… ‘spazzatura’?
Certo, alcune sequenze di Dna che non trascrivono – ad esempio, centromeri e telomeri – svolgono altre funzioni indispensabili per la cellula. Ma la presenza di milioni di sequenze ripetute senza scopo apparente rimane un mistero di difficile spiegazione.
Informazioni acquisite di recente fanno  pensare che una gran parte del nostro corredo genetico svolga un ruolo diverso; ad esempio, da numerose regioni del Dna trascritte in Rna non derivano proteine ma contribuiscono alla loro regolazione.
Inoltre molte sequenze ripetute potrebbero essere utili durante le prime fasi dello sviluppo embrionale, mentre altre potrebbero avere la funzione di modificare il genoma delle singole cellule, consentendo una maggior variabilità tra gli individui.
Si tratta di ipotesi interessanti, ma che hanno bisogno di maggiori conferme; sarebbe d’altronde ben strano se l’evoluzione, sempre parsimoniosa, avesse mantenuto per milioni di anni strutture inutili… dimenticandosi di buttare la spazzatura!

Fonte: Paolo Vezzoni, Istituto di ricerca genetica e biomedica in collaborazione con l’Isis ‘Europa’ di Pomigliano D’Arco (Napoli)

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