Mag 2013

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l’umanità”. Dal 20 luglio del 1969, quando Neil Armstrong lasciò dietro di sé la prima orma umana sulla luna, molti passi sono stati mossi nello spazio. A quasi 60 anni dal lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale, sono stati inviati, oltre l’atmosfera terrestre, 6.445 satelliti (di cui oltre 3.100 ancora in orbita), 144 sonde per l’esplorazione interplanetaria e 252 missioni di astronavi e navette.

Ma il 95% dell’universo è ancora da scoprire e potrebbe nascondere altre forme di vita.

Mentre la fantascienza racconta invasioni di alieni buoni e cattivi, gli obiettivi delle missioni spaziali si spingono sempre più lontano da Marte e Venere fino alle diverse galassie e ad altri sistemi solari alla scoperta di una possibile forma di vita extraterrestre.

Uno dei modi che abbiamo per capire se un pianeta è abitabile è studiarne il clima.
Negli ultimi anni sono stati scoperti circa un migliaio di esopianeti, i pianeti che ruotano intorno a stelle diverse dal Sole e circa 2.700 individuati e in attesa di conferma; un modello climatico a bilancio di energia potrebbe determinare quali di loro hanno caratteristiche di ‘abitabilità’ analoghe a quelle terrestri: acqua allo stato liquido, pressione atmosferica, concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, caratteristiche dell’orbita e del periodo di rotazione.

Per ora, gli esoclimi sono analizzati mediante modelli climatici semplici, che, oltre a indagare le condizioni dei pianeti più distanti, potrebbero essere utilizzati per capire meglio le condizioni della Terra, quando, 4 miliardi di anni fa, il nostro Sole era ancora giovane e la sua luminosità era di circa il 20% inferiore a quella attuale.

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