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mar 2020

Il Cnr risponde – In una situazione così nuova e connotata da una così alta complessità ed incertezza a volte può essere difficile per le persone, a prescindere dai loro ruoli, comprendere quali siano le cose giuste da fare, come ci ci si dovrebbe comportare in una situazione così straordinaria. “In questo senso, un aiuto potrebbe venire da quella che in filosofia morale si chiama l’etica della reciprocità”, dice Marco Annoni, ricercatore dell’Istituto di tecnologie biomediche (Cnr-Itb) di Roma, “alla base della quale si trova una semplice regola che tutti già conosciamo e cioè non fare agli altri quello che non vorresti che gli altri facciano a te”.

Nel caso dell’epidemia da covid 19, è importante scegliere di prendere il punto di vista delle persone più deboli, le persone più anziane, le persone che hanno altre patologie o quelle  che non potranno essere operate perché i reparti di terapia intensiva sono già occupati dai pazienti di covid19.

“Applicare la regola dell’etica della reciprocità significa assumere  il loro punto di vista e chiedersi come vorremmo che gli altri cittadini,  i decisori politici, come vorremmo che gli scienziati si comportino nei nostri confronti”, prosegue il ricercatore. “Applicare questa regola può essere  utile a tutti per capire come dovremmo agire, come dovremmo fare la nostra parte rispetto a questa grave emergenza”.

“E può essere utile anche per riflettere su come la salute della comunità dipende dalla responsabilità di ciascun cittadino”, conclude Annone.

Il nuovo spazio di informazione “Il Cnr risponde”, è dedicato alle principali questioni di attualità. Gli esperti dell’Ente mettono a disposizione del pubblico la propria conoscenza con pillole video di due minuti e un linguaggio semplice e diretto.

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