Mag 2022

Dal 2017, il 20 maggio  si celebra la giornata mondiale delle api che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori e sulle minacce che affrontano. Questa data è stata scelta dalle Nazioni Unite poiché coincide con la data di nascita (20 maggio 1734) di Anton Jansa, pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia.
Nella settimana dal 16 al 20 maggio 2022, nel Parco Nazionale Isola di Pantelleria, si svolge il convegno internazionale  ‘Apis silvatica’ che si conclude proprio il 20 maggio con la ‘Dichiarazione di Pantelleria’ che delinea misure concrete per la protezione delle colonie selvatiche di Apis mellifera e di tutti gli impollinatori selvatici.
Da questo contesto, Gennaro Di Prisco, ricercatore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Cnr-Ipsp) di Portici, che da anni si occupa di monitoraggio della biodiversità degli apoidei in ecosistemi naturali e agricoli, suggerisce alcune buone pratiche che tutti noi possiamo mettere in atto per contribuire alla salvaguardia di queste specie: “Quello che posso consigliare a tutti voi è di mangiare frutta e verdura di stagione e poi di piantare nei vostri giardini, terrazzi, balconi, piante mellifere e pollinifere per aiutare questi insetti, costantemente minacciati”.
Ma perché le api e gli impollinatori selvatici sono così importanti? “Attraverso il servizio di impollinazione, le api forniscono cibo per tutta l’umanità. Pensate che almeno l’80% delle piante che producono frutta e verdura sono impollinate dall’ape”, prosegue Di Prisco. “Quando parliamo di ape però, non parliamo soltanto dell’ape da miele, apis mellifera, che fornisce i noti prodotti, quale miele e pappa reale, ma una serie di specie, circa 2000 in tutta Europa di impollinatori, di apoidei selvatici, che contribuiscono anch’essi all’impollinazione”. Purtroppo, però, questo gruppo di insetti è costantemente minacciato da diversi fattori: “Patogeni, parassiti e, soprattutto, stress ambientali come gli inquinanti nelle città, l’antropizzazione, i pesticidi utilizzati nelle colture intensive e gli ultimi arrivati, anche molto più pericolosi, i cambiamenti climatici”, sostiene il ricercatore Cnr-Ipsp. “Le azioni da mettere in campo sono quelle di studio dell’impatto di questi fattori di stress per cercare di salvaguardare e aiutare le popolazioni di questi insetti”.
Il Cnr-Ipsp di Portici è impegnato in diversi progetti di monitoraggio, come nel parco nazionale del Vesuvio, con il monitoraggio di impollinatori e di  sostanze inquinanti (metalli pesanti e insetticidi), e in alcuni territori del Cilento, nella Campania meridionale. “In particolare siamo impegnati in un progetto molto importante, di studio della biodiversità del sottosuolo e del soprassuolo e degli impollinatori correlati all’interno dell’agro-ecosistema pomodoro, un agro-ecosistema di fondamentale importanza per tutto il bacino del Mediterraneo”, conclude Di Prisco.

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