Gen 2022

All’alba del 16 ottobre 1943 i nazisti deportarono oltre mille persone dal ghetto di Roma. Si tratta di una delle pagine più buie della storia d’Italia e della comunità ebraica romana. In occasione della Giornata della memoria, ripercorriamo in breve alcuni passaggi salienti del rastrellamento con Alberto Guasco, ricercatore dell’Istituto di storia dell’Europa mediterranea del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isem).

L’operazione messa in piedi dalle forze tedesche è studiata nei minimi dettagli. La scelta del giorno, ad esempio, non è casuale: “non è solo shabbat, sabato, ma anche sukkoth, festa delle capanne, è una data scelta apposta, per far sì che nella rete resti il maggior numero di pesci possibile”, sottolinea il ricercatore del Cnr-Isem.

Inseguito alla cattura, donne, uomini e bambini (alcuni ancora in pigiama) sostarono presso il Collegio militare di via della Lungara, prima di essere trasportati alla stazione Tiburtina e da qui a Auschwitz.

Le autorità tedesche, come se ciò già non bastasse, decisero di confiscare alla comunità ebraica romana 50 kg di oro. “Oro in cambio di una salvezza che non ci sarà per nessuno. Torneranno a casa solo in 16. Nessun bambino e solo una donna: Settimia Spizzichino” conclude Guasco.

Per maggiori informazioni su documenti, immagini, testimonianze, che raccontano l’mpatto delle leggi razziali sulla comunità scientifica e accademica italiana è attiva la nuova pagina web www.paginadellamemoria.ingv.it.

 

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