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apr 2020

Il Cnr risponde – Come si gestiva l’emergenza sanitaria nell’Italia prima della nascita dello Stato sociale? A questa domanda risponde la nostra esperta Raffaella Salvemini dell’Istituto di studi sul mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) di Napoli.

“Tra il Cinquecento e l’Unità d’Italia, nel Regno di Napoli e nelle altre regioni, il piano dei soccorsi si basava sulla beneficenza, sui lasciti e sulle donazioni, fatte non solo per la salvezza delle anime, ma anche per mantenere le strutture, come gli ospedali”. Quando scoppiò l’epidemia di peste, nel 1656, Napoli, una delle città più popolose d’Europa, si vide dimezzare i suoi 400 mila abitanti. In quella situazione di emergenza – nel quotidiano c’era già la fame a costituire il principale problema – il piano di aiuti si basava innanzitutto nel veicolare le informazioni. Erano previsti, poi, le quarantene e i lazzaretti. Per le navi che attraccavano in porto, si seguiva un semplice protocollo: “ci si accertava della sicura provenienza. In tal caso, si dava il via libera, altrimenti scattava la quarantena nel lazzaretto”.

Il nuovo spazio di informazione “Il Cnr risponde”, è dedicato alle principali questioni di attualità. Gli esperti dell’Ente mettono a disposizione del pubblico la propria conoscenza con pillole video di due minuti e un linguaggio semplice e diretto.

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