Nov 2021

Per evidenziare l’importanza della divulgazione scientifica effettuata attraverso i libri, cinque ricercatori dell’Ente, uno per ciascuna delle aree scientifiche del Premio Dosi in base alle proprie competenze, sottolineano in un video il valore di questo tipo di iniziative.

A parlare, in questo caso, è Lucia Alberti, archeologa dell’istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispc), che riflette sulla differenza tra il libro cartaceo e digitale.

Se pensiamo ai manoscritti, incunabola, pergamene, il libro assume tutto un altro valore rispetto alla sua versione digitale. Diventa oggetto di studio e come tale assume una particolare importanza, specie per l’archeologo, il quale pubblica in maniera ancora tradizionale molte sue ricerche. A fianco di quelle, poi, manda in stampa testi rivolti a un pubblico più generalista, “perché ciò che desideriamo, è che le nostre grandi e piccole scoperte siano condivise da tutti e contribuiscano a far accrescere la cultura, la conoscenza di quella che è la nostra identità, la nostra storia”, dice Alberti. Il libro, poi, come dono, è l’oggetto perfetto che permette lo scambio di conoscenze tra persone e paesi. Regalare o prestare un libro, tra l’altro, ripete un gesto vecchio di milioni di anni, risalente all’epoca preistorica. Il libro è quindi un oggetto che ci appartiene, fa parte e forgia la nostra identità.

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