Dic 2021

Tradizione vuole che le festività natalizie rappresentino l’occasione per grandi abbuffate in compagnia dei nostri cari. “Se in passato il pranzo di Natale era atteso come occasione per consumare alimenti in grandi quantità, non presenti di solito a tavola durante il resto dell’anno, oggi che la disponibilità di cibo è ampia potremmo indirizzarci ad una scelta di qualità e portare a tavola un ingrediente che spesso manca nella nostra quotidianità: il tempo”, sostiene Marika Dello Russo dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr (Cnr-Isa) di Avellino.

Tempo per comprare quello che serve davvero. “È utile pianificare il menù e fare una lista accurata, anche con le giuste quantità”, spiega Dello Russo. “Spesso cuciniamo troppo o non calcoliamo bene le dosi per persona, ritrovandoci così la cucina invasa dagli avanzi.  Avere la consapevolezza della giusta quantità di cibo ci farà evitare lo spreco alimentare, nel benessere nostro e dell’ambiente”.

Tempo per scegliere il meglio. “Scegliamo per la nostra tavola quanto di meglio è disponibile sul mercato, prodotti tipici di qualità, preferendo quelli locali, a km 0 ancor meglio se da produzioni eco sostenibili. Inoltre per questi alimenti basterà preferire condimenti leggeri e poco sale per esaltarne il sapore originario. Ne gioverà la nostra salute e il nostro palato”, prosegue la ricercatrice.

E poi mangiamo il giusto, senza esagerare. “Bastano piccoli assaggi, soprattutto se le portate sono numerose”, sottolinea la nutrizionista Cnr. “Ricordiamoci inoltre che alcuni alimenti, spesso non conteggiati nel menù, possono apportare anche più calorie del menù stesso: bibite zuccherate o alcolici, frutta secca, l’enorme varietà di dolci e snack, si prestano ad un consumo ‘inconscio’ a causa del loro scarso potere saziante ed è quindi facile poter eccedere nelle calorie, poi difficili da smaltire”.

A Natale godiamoci il momento di festa. “Valorizziamo la convivialità dei pasti, con un occhio di riguardo alla sostenibilità del nostro benessere e del pianeta, senza rinunciare al piacere del gusto e dei sapori”, conclude Dello Russo.

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