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mag 2020

Il Cnr risponde – In questo periodo post emergenziale sono state fatte molte considerazioni su come migliorare la qualità dell’aria, pensando a investimenti nella mobilità dolce da parte delle amministrazioni locali, ma anche alle tecnologie Ict per decongestionare il traffico. Dagli studi effettuati e contenuti nel Rapporto MobilitAria 2020,  redatto dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr (Cnr-Iia) con l’associazione Kyoto Club e che analizza i dati di mobilità e qualità dell’aria nelle città metropolitane, è risultato che il periodo di lockdown ha avuto effetti considerevoli sugli spostamenti dei cittadini. “Il livello di emissioni e di inquinamento dovuti al settore trasporti hanno segnato, nei mesi di marzo e aprile 2020 una battuta d’arresto in diverse città italiane, un calo che ha interessato soprattutto il biossido di azoto”, sottolinea Francesco Petracchini, direttore del Cnr-Iia. “Roma ha segnato nei mesi presi in esame concentrazioni inferiori al 60% rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti”.

Fin qui i dati attuali. Gli scenari futuri prevedono un incremento di mezzi di trasporto elettrici e con tecnologia ibrida plug-in, quei mezzi la cui batteria può ricaricarsi non solo attraverso il motore interno, ma anche tramite fonti energetiche esterne collegate via cavo o wireless.

“Tramite una simulazione effettuata nell’ambito del Rapporto MobilitAria, sono stati valutati gli impatti sulla qualità dell’aria per il rinnovo del parco autoveicolare dal 2030 per la città di Torino”, prosegue il direttore Cnr-Iia. “I dati mostrano un calo del 90% per il biossido di azoto e fino  al 36% per il particolato PM10, per la parte di concentrazione di inquinamento dovuto al comparto dei trasporti”.

Per concludere, rivolgendo lo sguardo al futuro, ci sono alcune buone pratiche che sarebbe bene attuare: “mettere i pedoni al centro delle città intervenendo attraverso le riduzioni delle carreggiate; incrementare l’area dei marciapiedi e dello spazio pubblico riservato ai cittadini; incrementare la mobilità ciclabile, introducendo nel Codice della Strada il doppio senso ciclabile e le cosiddette strade scolastiche. Senza dimenticare di investire sulla viabilità per viaggiare in sicurezza e, non da ultimo, supportare i cittadini per l’acquisto di biciclette”, conclude Petracchini.

 

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