Giu 2021

Le città italiane si stanno riorganizzando per essere sempre più “green”, puntando su reti ciclabili, trasporto pubblico e micromobilità con mezzi elettrici come bici, monopattini e scooter.

E’ quanto evidenzia il rapporto MobilitAria 2021, realizzato da Kyoto Club e Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia)  che segnala, in particolare, un potenziamento delle reti ciclabili e della mobilità attiva.

Le città hanno puntato sulla mobilità ciclistica come antidoto al contagio da Sars-CoV-2, investendo in piste ciclabili soprattutto nelle principali città italiane. Tra i casi virtuosi si segnalano Torino (+ 11 km), Milano (+ 67 km), Venezia (+18 km), Bologna (+ 16 km), Genova (+25 km), Roma (+ 33 km), Palermo (+ 4 km) e Cagliari (+ 11 km).

Lo studio evidenzia anche un exploit della micromobilità (bici, monopattini e scooter): Torino ha aumentato la sua flotta del 14% mentre a Milano (3750 mezzi), Bari (1000), Napoli (1050) è stato avviato il servizio, mentre si segnala una diminuzione del car sharing in quasi tutte le città.

Una piccola rivoluzione ecologica nel comparto mobilità che tuttavia non ha fermato, in alcune città, l’aumento nell’aria di inquinanti pericolosi per la salute dei cittadini.

“Nonostante le azioni intraprese per migliorare la qualità dell’aria in tutto il territorio dell’Unione, gli standard di qualità fissati dalla normativa vigente sono ancora superati in vaste aree del territorio italiano. “Nel rapporto MobilitAria si evidenzia come diverse città italiane abbiano superato più di 35 volte il limite giornaliero del PM10 nell’arco di un anno”, dichiara Francesco Petraccini, direttore Cnr-Iia. “La situazione più critica si riscontra nella città di Torino (98 superamenti), seguono Milano con 90, Venezia con 88, Napoli con 57 e Cagliari con 38 superamenti”.

“Occorre, quindi, accelerare sulle misure e prepararci alla revisione della normativa verso nuovi limiti e inquinanti, agire per l’adozione della strategia nazionale sull’inquinamento atmosferico e potenziare gli studi scientifici per la comprensione delle cause e dell’effetto dell’inquinamento atmosferico sul nostro territorio”, conclude Petracchini.

 

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