Ago 2015

Approfondire le problematiche e i quesiti aperti sul fronte della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico. Questo il tema al centro del convegno ‘Patrimonio culturale digitale tra conoscenza e valorizzazione’, promosso dall’Accademia italiana del codice di internet (IAIC), che ha visto tra il relatori Riccardo Pozzo, direttore del Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale del Cnr. L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali.
“Noi rappresentiamo il punto di unione tra cultura e ricerca”, Pozzo pone l’attenzione sul carattere interdisciplinare della ricerca all’interno del Cnr, e prosegue: “in questo momento, portare avanti la scelta open per il patrimonio digitale pubblico, crediamo sia un motore per la crescita. Vogliamo costruire una biblioteca digitale open access che metterà a disposizione un’enorme quantità di dati e di pubblicazioni, se i dati sono finanziati dal governo i dati sono aperti”.
Il Cnr da anni è impegnato in attività per la promozione e il supporto dell’accesso aperto ai risultati della ricerca e nel Dsu, che abbraccia il complesso delle scienze umane e sociali assieme al patrimonio culturale materiale e immateriale, la dimensione digitale, sfruttando appieno la rete e le più avanzate tecnologie, è strumento di valorizzazione, diffusione e conservazione della cultura umanistica e del patrimonio culturale.

 

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